Suits, apologia di Louis Litt

AVVERTENZA. In questo post ci sono molti spoiler sulla serie tv Suits riguardanti anche la stagione 4. Chi non l’avesse mai vista o volesse vederla eviti di proseguire nella lettura onde rovinarsi la visione. Se invece non vi importa degli spoiler, accomodatevi, si comincia.

Suits è una comedy dove ci sono uomini e donne molto belli che fanno gli avvocati,louis2 risolvono problemi, sono competitivi, passionali, eleganti, arroganti senza essere antipatici. Le segretarie e le “paralegal” sono delle strafighe intelligenti e a capo dello studio legale c’è una donna di colore che se ti dicessero che in realtà non è un avvocato ma dirige Vogue ci crederesti. Anche lei è smart, competitiva e vendicativa.
Il fatto che questi uomini e donne non ci stiano antipatici ma desideriamo ardentemente seguirne le vicende legali e sopratutto personali e sentimentali sta nel senso di giustizia che promana dalle loro azioni. Anche quando fanno cose scorrette sentiamo che hanno fatto la cosa giusta. Do the right thing.
Una serie che potrebbe tranquillamente essere l’inserto di GQ.louis7
Ma non intendiamo qui dilungarci sull’estetica di Suits, anche perché lo abbiamo già fatto

Qui intendiamo fare una difesa del freak della serie, Louis Litt. 
Senior partner dello Studio legale che non avrà mai il nome “in ditta”, non bello se paragonato a Harvey Specter e Mike Ross, il mentore e il ragazzo della nostra storia. 
Ha dei gusti raffinati, un grande senso dell’eleganza, ama gli animali, ha una cultura sofisticata, è un campione del diritto societario e finanziario, ma non sarà mai “quello figo”. Ci prova, ci gioca, fallisce.
Louis è l’elemento perturbante.
Chi segue la serie, donne e uomini, lo trovano divertente, lo adoooooorano, ma selouis6 chiedessi loro con chi si identificano, beh ovvio Donna, la segretaria di Harvey che sa tutto e fa sempre la cosa giusta o Rachel la paralegale che è ovviamente fidanzata con Mike Ross e pende dalle labbra del suo uomo. E gli uomini si dividono tra Harvey a Mike a seconda del target di età. Due maschi etero, due maschi alfa capaci di dolcezza e sensibilità ma senza quel velo di effeminatezza eterosessuale che invece copre Louis.
Qualche spettatrice over 40 può identificarsi in Jessica la titolare dello Studio.
Nessuno si identifica in Louis.
Louis è lo sfigato che fa tenerezza alle donne che mai ci andrebbero a letto, ispira simpatialouis4 agli uomini che però quando decidono con chi vedere la partita, confidarsi o uscire per una birra, scelgono qualcun altro.
Louis che tiene all’approvazione di Harvey, come tutti quelli che sanno di non essere fighi e vivono all’ombra dell’amico figo, sperando di cogliere qualcosa anche loro.
Louis che fa i favori e non viene ricambiato, Louis che alle feste è quello che nessuno guarda, Louis che si fa fare le tazze col suo motto e le regala agli amici, che le mettono in un cassetto, Louis che è stimato solo da una paralegale freak come lui, Louis che non andrà mai a letto con Donna.
Louis è il villain, quello che mostra l’arroganza e strafottenza del bambino cui all’asilo rubavano sempre il cestino e ora si vendica, la pubblicità elegante ma stonata nella rivista di moda.
Sempre sottomesso, sempre umiliato, sempre fuori dalla stanza dei giochi, fuori da quellalouis1 “complicità maschile” che desidera tanto.
Nella quarta stagione arriva però la rivincita. Louis alza la testa e li manda tutti affanculo.
Non sappiamo se la rivolta di Louis contro lo Studio avrà successo, un po’ lo speriamo.
Louis ci ricorda come eravamo o come siamo stati e forse a volte siamo ancora. 
Quelli che le ragazze adorano ma con cui non andrebbero a letto e quello che fa simpatia agli uomini ma se devono uscire per un birra, chiamano qualcun altro.
Grazie, Louis Litt, per non farci sentire soli.

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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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3 risposte a Suits, apologia di Louis Litt

  1. Paolo ha detto:

    i fighu e le fighe vanno benissimo. L’importante è che Mike, Harvey, Donna, Rachel eccetera siano personaggi credibili: possono esistere, esistono persone così, che agiscono in quel modo? Se sì, è giusto raccontarli

    • Souffle ha detto:

      no, in realtà credo che in uno studio legale “vero” non esistano personaggi del genere ma il bello di una serie come Suits è che i personaggi sono (in)credibili e li vogliamo così, come in un servizio fotografico di Vogue.
      Grazie per il tuo commento

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