Sils Maria, cinema e vita secondo Assayas

Il film, visto alla rassegna cannense di Milano lo scorso giugno trova la sua distribuzione italiana e ne siamo felici (pur disapprovando l’infelice scelta di doppiarlo). Ecco cosa ne scrivemmo.

Di fronte a un film di Assayas che gioca in modo mirabile con gli spazi imprigionandosils1 una regia di solito diversa, al servizio dell’architettura degli ambienti e della storia non si può che restare ammirati. Se poi l’ombra di Bergman aleggia in modo rispettoso e non opprimente su Sils Maria non possiamo che esserne grati.

Maria, una attrice 40enne piuttosto famosa a teatro che campa anche facendo blockbuster cinematografici (che peraltro in fondo disprezza) deve ritirare un premio al posto del suo regista e mentore che però muore proprio il giorno della cerimonia. sils2
Nel frattempo l’attrice riceve la proposta di un giovane e “moderno” regista di riportare a teatro il vecchio spettacolo del suo mentore, naturalmente interpretando non più la giovane protagonista adolescente Sigrid, ma la sua antagonista più matura Helena. A fare la giovane Sigrid sarà una giovanissima attrice famosa per i filmoni americani e gli scandali alcolici, sessuali e di droga.

Il prologo prelude alle due parti in cui possiamo dividere, anche cromaticamente la storia. La prima è a Sils Maria località dove il mentore di Maria viveva e dove lei decide di lavorare sulla parte che ha deciso di accettare, insieme alla sua assistente Valentine, che leggerà per lei il ruolo di Sigrid. Il tono accogliente e allo stesso tempo selvaggio dei luoghi è il palcoscenico dove Maria e Valentine recitano le loro parti mentre si confrontano sul tempo, sulla recitazione, sul cinema popolare e quello d’autore, sull’accettare quel che si è diventati e non restare attaccati a quel che si era. Il che comprende anche il nuovo modo di raccontare e fare cinema.
In questo scenario si compie la lenta accettazione del ruolo (nella pièce e nella vita) da parte di Maria, che si impossessa di Helena e sacrifica Sigrid, cioè la sua assistente Valentine non più capace di sostenere il rapporto.

La seconda è a Londra, dove si svolgono le prove dello spettacolo e Maria si confronta con lasils3 giovane attrice, Jo-Ann Ellis che interpreterà Sigrid. Assayas cambia luce, tiene ancora più a freno la macchina da presa e incastra il confronto tra le due donne in geometrie fredde e rigorose. Se lo chalet a Sils Maria era la vecchia recitazione, il vecchio mondo del teatro (e del cinema) qui siamo nella fredda tecnologia, in una recitazione quasi passiva da green screen, accompagnata però dall’identica consapevolezza, ora come allora, che il giovane schiaccia il vecchio, che l’attricetta da blockbuster sa come recitare, non vuole lezioni né perdere l’ultimo applauso (fallisce il tentativo di Maria di suggerire un cambiamento nell’ultima scena per rendere più empatico il suo personaggio).
Le due donne convivono nel plexiglass degli ambienti di scena, inscatolate assieme, ma separate, come il cinema vecchio e quello nuovo.

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Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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