Mommy, il film che dovete vedere.

A giugno alla rassegna dei film di Cannes a Milano, ho visto questo piccolo capolavoro di un giovane regista che scrive film da quando aveva 16 anni e li dirige da quando ne aveva 19, e con grande successo in tutto il mondo tranne in Italia. Mommy, è la sua sua prima pellicola distribuita in Italia, un film straordinario che speriamo apra la strada alla visione, per chi non lo conosce anche ad altri film di Xavier Dolan.

Rimproverare a un 25enne di essere esagerato, strafottente, entusiasta, debordante,mommy1 impudente, è davvero ridicolo.

Xavier Dolan scrive, dirige, cura i costumi, le scenografie, il montaggio, sceglie le musiche e persino i sottotitoli inglesi del suo film e fa bene.

Mommy è il nuovo giro di giostra del suo autore nel suo mondo semi autobiografico che da diversi anni offre (spesso impone) al suo pubblico, sempre più numeroso.
Un nuovo confronto tra madre (madri) e figlio (figli) che mette in gioco l’amore, disperato, travolgente, sofferente, e le scelte che si porta dietro.mommy2
Diane detta Die vedova che più che vivere tira avanti si ritrova in casa il figlio Steve, adolescente problematico cacciato da tutti gli istituti del regno, per iniziare una difficile convivenza con lui, ragazzino privo della figura paterna, in disperato bisogno di affetto e attenzioni, ipercinetico e iperattivo ipervisionario e per questo “diverso”, difficilmente collocabile nel mondo dei normali (ogni riferimento a Dolan stesso è puramente voluto).

Alla prima donna/madre se ne affianca una seconda, Kyla, la vicina di casa madre e moglie, mommy3insegnante in temporaneo riposo per problemi di balbuzie, che vive in una famiglia che non la capisce, che per proteggerla la soffoca. Inevitabile l’empatia con Steve e sua madre, in un viaggio di crescita per tutti, attraverso il dolore e la separazione.

Non sono io che smetterò di volerti bene, sarai tu che un giorno smetterai di amarmi, è naturale sia così.
Diane a suo figlio Steve

Dolan non ha paura delle scene madri (sia consentito il buffo gioco di parole), cita spudoratamente Mamma ho perso l’aereo a sottolineare il lato bambinesco e immaturo di Steve, usa benissimo la musica (1)  e monta da dio. La scelta delle inquadrature si concentra sui dettagli, la costruzione della scena comunica sempre qualcosa di importante, niente è gratuito, semmai fin troppo sincero volutamente detto, perché non ci siano equivoci. E se l’enfasi può essere un difetto talvolta, non lo è in chi a 25 anni vuole buttare dentro un film tutto se stesso.

(1) Quale regista fa sentire tutta, dico, tutta una canzone senza che se ne abbia a noia?
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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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2 risposte a Mommy, il film che dovete vedere.

  1. Souffle ha detto:

    ah, che bello, ti sei goduta la retrospettiva! Hai ragione, ha una grande sensibilità nel lavorare con gli attori. Grazie per il tuo commento e per essere passata.

  2. e.l.e.n.a. ha detto:

    meravigliosamente commovente.
    a torino hanno dato, in occasione dell’uscita di mommy, una retrospettiva completa: strabiliante.
    e aggiungo, alle sue numerose doti, una capacità e una sensibilità strepitose, soprattutto considerando l’età, nel dirigere gli attori.

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