The Interview, la commedia un po’ spuntata di Goldberg e Rogen

Alla fine è stato un successo, il film è uscito in un po’ di sale in Usa, ha girato per il mondo distribuito da piattaforme per il cinema casalingo on line ed è stato sparato in rete anche con mezzi meno legali, facendo parlare di sé più di quanto avrebbe sperato (e forse meritato). Sulle vicende distributive del film già dicemmo qualcosa qui.interview4

Dave Skylark (James Franco) è uno sciocco presentatore che in un suo show intervista celebrità parlando con loro di amenità, Aaron Rapoport (Seth Rogen) è il suo produttore che ambirebbe a raccontare qualche storia più “seria”. Frustrato, scopre che il dittatore della Corea del Nord Kim Jong-un è un fan del programma e acconsentirebbe a farsi intervistare. I due partono per la Corea, ma solo dopo che la Cia ha deciso di usarli per uccidere il dittatore, il quale si dimostra fan di Katy Perry e dei margarita, sensibile e fanciullo. E via a scendere nel sempre più assurdo.

Perché The Interview non è che l’ennesimo divertimento maschile, sboccato irriverente einterview3 autoreferenziale di Evan Goldberg e Seth Rogen, scritto da Dan Sterling che di mestiere tra l’altro scrive il Daily Show di Jon Stewart e The Office.
Come produttori, scrittori e poi registi, i canadesi Goldberg e Rogen hanno messo senza pudore sullo schermo davanti al pubblico il cazzeggio maschile da spogliatoio unito a un po’ di bromance e a una storia che pare saltata fuori da una serata fumo e alcol e che si trasforma magicamente in film (hey, sentite questa… no, dai troppo strana… ma sì dai, ci si potrebbe fare un film…). Figli di Apatow, certo, ma differenti perché meno borghesi e più gay friendly.

Realizzazione di fantasie di giovani adulti aggrappati disperatamente a una adolescenzainterview5 che non vogliono mollare, The Interview ha battute divertenti e altre meno, lancia alcuni giochi di parole volgari (che non dovrebbero uscire da uno spogliatoio), gioca spesso sulla omosessualità dei personaggi (ma senza connotarla in senso negativo, anzi usandola per renderla accettabile e divertente, magari colpendo gli stereotipi – il vero Eminem che fa coming out), e fa molta autoreferenzialità; Rogen e James Franco sono amici anche nella vita e su questo ci giocano. Oramai è un marchio di fabbrica la presa in giro del momento bromance in cui i due maschi etero si abbracciano dicendo “I love you” (in inglese l’ambiguità della frase suona più divertente) sono spesso usati da Goldberg – vedi anche Cattivi vicini, tra Zac Efron e Dave Franco.

Non tutto funziona in The Interview e non solo perché lo script non è così divertente,interview2 anche il cast è meno amalgamato di quanto lo fosse quello, che so, di Pineapple Express (Strafumati) o Superbad, o This is the end dove l’alchimia giocosa era capace di coinvolgere maggiormente il pubblico. 

Sono passati 30 anni da Spie come noi di John Landis, cui questo film a mio parere deve qualcosa, ma Goldberg e Rogen sono capaci di (ri)costruire su basi nuove e completamente diverse un tipo di comicità maschile che piace anche alle donne, sboccata e demenziale, creando una formidabile complicità con il pubblico che è coinvolto e ride di una storia partorita da un gruppo di amici sopratutto per il loro divertimento.

Annunci

Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
Questa voce è stata pubblicata in cinema 2015, politics. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...