Una nuova amica, Ozon mescola i generi

Il cinema di François Ozon fa fatica a penetrare il mercato italiano, ogni volta arriva grazie a distributori indipendenti, occupa una sola sala (al Milano al cinema Apollo) e poi sparisce. Unica eccezione in tutti questi anni, Potiche.ozon2

Eppure il cinema francese non è poco apprezzato da pubblico italiano, che succede allora con Ozon? Penso che la ragione stia sopratutto nel fatto che Ozon fa un cinema politico senza che sia sia riconoscibile come tale, ma specialmente fa un cinema che chiede una totale complicità al pubblico, che è sfidato a mantenere la sospensione dell’incredulità anche quando è più difficile farlo.

Una nuova amica (Une nouvelle amie) racconta di due bambine che stringono quelle ozon1amicizie così forti da restare in piedi anche in età adulta, anche quando entrambe si sposano e vivono le loro vite. Una delle due, Laura ha pure una figlia, ma poi si ammala e muore a nemmeno 30 anni, lasciando Claire, la sua amica del cuore orfana di quella presenza femminile che completava la sua esistenza. Avvicinarsi al marito di Laura, David, per aiutarlo ad affrontare il dolore della perdita farà scoprire a Claire qualcosa che non sapeva di David, e insieme un nuovo aspetto di sé.
Indubbiamente Ozon è affascinato dal thriller americano (Preminger, Hitchcock, citato quest’ultimo pure dal marketing di lancio del film) ma non si deve dimenticare Chabrol (che anche lui ha fatto film tratti dai romanzi di Ruth Rendell) (1).

E come Chabrol usava il giallo per stilettare la borghesia, Ozon lavora usa il genere per ozon3lavorare sul genere (maschile/femminile), scompagina i ruoli, spruzza di femminile i maschi etero del film – nella posizione in cui fanno sesso, in un capo o accessorio che indossano – e di maschile la protagonista Claire (che passa si muove tra abiti estremamente sexy e femminili a tenute da ufficio che annullano la sua femminilità).

Per gli uomini del film di Ozon, la femminilità è un accessorio portato con disinvoltura oozon5 una assenza di imbarazzo per un rossetto sulle labbra (vedi il marito di Claire), o nel caso di David la necessità di esteriorizzare in società una femminilità interiorizzata e repressa o mascherata perché non accettata (mi travesto da donna per divertimento) e il tutto senza mai mettere in discussione il loro orientamento sessuale.

Il percorso di Claire è speculare, attraverso David scopre l’attrazione per il maschile (gli ozon4abiti indossati in ufficio, luogo del conformismo sociale per eccellenza) e il desiderio quindi per la femmina, anche in questo caso senza scoprirsi lesbica pur mettendo in discussione la sua sessualità in quel percorso di accettazione e poi rifiuto dello “stereotipo” (David si veste da donna quindi è gay, io mi sento attratta da lui vestito da donna e forse sono lesbica: e quindi i sogni lesbici di Claire, l’immaginare suo marito che si bacia in doccia con David negli spogliatoi – regno del maschile).

In questa divisione netta tra il (ri)appropriarsi di una femminilità (e specularmente, per ozon6Claire) di una mascolinità, anche esagerate e dirompenti, e la conferma del proprio orientamento sessuale, in questo essere madre/padre, in questo continuo scambio di ruoli in ragione delle circostante (David che torna “uomo” quando deve tagliare legna perché “è piu pratico”) sta la vera forza politica del film di Ozon.

La famiglia non è più la stessa, una bambina può crescere con una madre/padre e padre/madre, noi siamo/non siamo quello che (non) indossiamo.

Ozon fa muovere i suoi personaggi in una scatola tramica impermeabile alla vita fuori di essa, chiedendo allo spettatore di reggere la sospensione dell’incredulità, usa il Cinema nella sua più pura essenza di illusoria (ir)realtà, muove la macchina da presa con carrelli di rigorosa precisione che allargano o restringono lo sguardo a scoprire o nascondere significanti, non prima di averli fatti notare allo spettatore, cui richiede totale dedizione.

(1) Una nuova amica è liberamente tratto dal racconto The new girlfriend inserito nella raccolta The new girlfriend and other stories della scrittrice e giallista Ruth Rendell. Da un altro suo romanzo, Carne viva, Almodovar ha liberamente tratto il suo film Carne tremula.
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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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5 risposte a Una nuova amica, Ozon mescola i generi

  1. Paolo ha detto:

    il nostro look, che sia statisticamente frequente o meno nel nostro genere sessuale, non centra col nostro orientamento sessuale. Mi pare chiaro

    • Paolo ha detto:

      “tenute da ufficio che annullano la sua femminilità”
      forse la nascondono, ma non la annullano

    • Souffle ha detto:

      in realtà a me non sembra così chiaro, né a Ozon che vuole ribadirlo. Succede in effetti che chi si (tra)veste da donna sia spesso ad associato a un omosessuale. Per le donne è forse meno di impatto, ma è indubbio che spesso una donna che indossa abiti maschili generi nella massa un qualche dubbio sul suo orientamento sessuale. Ma il discorso è decisamente più complesso quando parliamo di sessualità, e occorre flessibilità.
      Grazie per il tuo commento

      • Paolo ha detto:

        concordo, basterebbe tenere presente che il fatto che alcuni gay amino un certo tipo di look non implica che tutti i gay lo amino

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