Mad Men, il grande romanzo americano

Attenzione, spoiler: il presente commento contiene alcuni spoiler importanti sopratutto sulla stagione 7. Chi non fosse in pari con gli episodi, o chi non avesse mai visto la serie e non desidera anticipazioni, non prosegua nella lettura.

Ci sono molte ragioni naturalmente che ci fanno dire che Mad Men, la serie tv AMC ideataweiner dal Matt Weiner giunta alla sua conclusione dopo 7 stagioni, è uno dei prodotti televisivi migliori degli ultimi 10 anni, tanto che mi viene da paragonarla per precisione di scrittura coerenza di arco narrativo, compattezza del gruppo autori e sensato sviluppo dei personaggi con uno sguardo sempre lucido al necessario finale, a Six Feet Under, altro capolavoro (5 stagioni) scritto da Alan Ball e che ha segnato il decennio precedente.

La storia
Le vicende di un gruppo di pubblicitari di Madison Avenue (appunto i Mad Men) nell’arcomm-castB di quasi un ventennio, dall’inizio degli anni ’60 alla fine dei ’70.

La modernità
Pur raccontando un mondo, un’epoca che la maggior parte del pubblico di riferimento della serie non ha mai conosciuto, la modernità di Mad Men sta nell’avere inquadrato in modo preciso e forte l’essenza di un continente, i valori su cui si è costruito e fondato: le opportunità per tutti (per alcuni più facili da raggiungere per altri meni), la seconda occasione cui tutti hanno diritto, il fallimento che non rappresenta la fine la l’occasione per ricominciare. Epeggy1 poi naturalmente ci sono i rapporti tra i sessi come rapporti di potere – sia dal lato affettivo che da quello lavorativo – in cui l’uomo pur risultando spesso più fragile, meno competente, impone la sua linea, i suoi stilemi, la sua volontà. Mad Men ha raccontato di un maschio fragile che non comprende un mondo che cambia e di donne determinate e volitive schiacciate da un mondo maschile che non le rispetta fingendo di farlo. Mad Men infine racconta della difficoltà di comunicazione tra uomini e donne e della solitudine come compagna di vita di tutti.

Tutte queste patologie che sono proprie anche della società contemporanea, unite al tonodon-alone vintage e modaiolo della serie – la precisione dell’arredamento e dei costumi, nonché delle acconciature sono un punto di forza dello show – in linea coi tempi odierni del recupero, hanno fatto di Mad Men un oggetto di culto per una nicchia forte di appassionati (1).
Le vicende dei personaggi passano attraverso la Storia, sia quella fuori (Kennedy, la paura nucleare, gli scontri razziali, il Vietnam) sia quella dentro, cioè la storia dell’advertising americano, la costruzione delle tag line, l’uso della radio, l’avvento dei jingle, l’utilizzo delle canzoni famose nella pubblicità, l’irruzione della televisione. Per chipeggy come me è appassionato di comunicazione Mad Men è stato un viaggio decisamente affascinante. Il resto del pubblico dubito si sia appassionato così tanto a tali dettagli, anche perché giustamente Weiner li mette sullo sfondo, chiudendo i suoi personaggi in una bolla, in una casa delle bambole, in un lungo, lunghissimo spot pubblicitario dell’America, in cui farli interagire come un burattinaio per veicolarci il viaggio dell’eroe dei personaggi e tramite loro del Paese, dall’adolescenza/giovinezza degli anni 60 alla maturità dell’inizio dell’era dei ’70, il tempo degli ideali, della consapevolezza, delle lotte (un sottile messaggio alla necessità di riappropriarci oggi di idee e ideali in questa epoca anestetizzata dei/dai social media).

In viaggio verso la maturità
Tutti i personaggi – guidati dal filo rosso della storia, Don Draper – viaggiano

John Slattery as Roger Sterling - Mad Men _ Season 7, Episode 7 - Photo Credit: Justina Mintz/AMC

John Slattery as Roger Sterling – Mad Men _ Season 7, Episode 7 – Photo Credit: Justina Mintz/AMC

dall’irresponsabilità, dalle promesse non mantenute alla maturità. Peggy Olson capisce che oltre il lavoro c’è l’amore, basta coglierlo, Roger Sterling smette di inseguire una donna dopo l’altra e si sistema, Joan Harrison comprende che vuole fare l’imprenditrice e non la donna di casa, Peter Campbell la pianta di fare il ragazzino chiede perdono alla moglie e affronta una nuova vita, Don Draper arriva alla conclusione che confessare tutto ma proprio tutto affrontare i suoi mostri interiori e ripartire da zero è quello di cui ha bisogno.
Il viaggio di Don è il viaggio dell’America, come i primi cercatori d’oro che fecero fortuna all’inizio con l’inganno, la menzogna e la violenza per diventare rispettabili.
Ma Don è anche l’incarnazione delle opportunità che l’America offre, in cui se si è determinati si riesce a fare fortuna e se si fallisce si può sempre ricominciare.

Comunicare è mentire
I pubblicitari mentono, la pubblicità racconta la vita meglio della vita stessa. Tutti noi11162541-large mentiamo, vendiamo noi stessi – quando cerchiamo di ottenere un lavoro, quando cerchiamo di fare colpo su una ragazza/ragazzo.

Uomini e donne che sanno trovare le parole giuste per vendere prodotti, hanno una grande difficoltà a trovarle per esplicitare l’autenticità dei sentimenti. L’anaffettività di Don che non riesce a comprendere che vuol dire amare è il necessario attitude di plastica che in modo brillante veicola la comunicazione pubblicitaria, così falsa da essere più vera del vero.
Il distacco tra vita vera e bolla lavorativa, tra sentimenti autentici e emozioni costruite lo prova Peggy quando, finalmente elabora e comprende i sentimenti che prova per Stan ed esce dalla bolla in cui era imprigionata.

Rapporti sbilanciati tra uomini e donne
Mad Men non si dimentica mai di dirci che le donne fanno più fatica degli uomini, almad-men-severance-joan-peggy lavoro come nei rapporti interpersonali. Il percorso di carriera di Peggy e Joan, due donne speculari, è pieno di umiliazioni e sconfitte. Weiner non se lo dimentica e non ce ne fa scordare, agli uomini non fa sconti e non concede finali edulcorati (Betty e Don che tornano insieme). Consapevole di parlare alle donne americane di oggi, l’autore della serie sottolinea l’attuale disparità di trattamento.

La solitudine dell’essere umano (anche nell’era dei social)
Mad Men ci ha infine raccontato la solitudine dell’essere umano. I personaggi in molti

Pete Campbell (Vincent Kartheiser) - Mad Men _ Season 6, Episode 11 _ 'Favors' - Photo Credit: Jaimie Trueblood/AMC

Pete Campbell (Vincent Kartheiser) – Mad Men _ Season 6, Episode 11 _ ‘Favors’ – Photo Credit: Jaimie Trueblood/AMC

momenti si trovano da soli (si potrebbe costruire un piccolo corto con tutti i “totali” della serie in cui un personaggio si trova da solo in un ambiente). Un faccia a faccia con se stessi, un confronto spesso rinviato ma alla fine necessario. Siamo noi che dobbiamo prendere le decisioni, siamo noi che dobbiamo risolvere i problemi, l’individualismo protestante americano che è molto più difficilmente affrontabile del solidarismo cattolico. Se alla fine del loro viaggio Peggy, Roger e Peter si ritrovano in coppia, Bert Cooper fondatore dell’agenzia pubblicitaria muore da solo, Joan sacrifica una vita di coppia per fare l’imprenditrice e anche Betty Draper morirà da sola, pur circondata dalla famiglia (i suoi figli andranno a vivere da suo fratello, non cresceranno col suo attuale marito, né con Don ovviamente, che non se ne è mai occupato).

E infine Don conclude il suo percorso recuperando la sua individualità, gettando i vestitidon del Don pubblicitario e tornando Dick, un uomo pronto a ricostruirsi, ripartire, prima di tutto da sé. Il suo sorriso finale è una grande iniezione di ottimismo, siamo pronti per abbandonare l’epoca superficiale senza ideali e abbracciare i nuovi anni ’60 e ’70. Siamo pronti a ricominciare.

(1) Lo show, andato in onda su AMC (una rete via cavo ad abbonamento), è partito da una media 900.000 spettatori della prima stagione per chiudersi con una media di circa 2.000.000 spettatori con la settima, mentre il picco lo si è avuto con la stagione 5, per molti la migliore, dove si sono toccati di media quasi i 3 milioni di ascoltatori. La stagione 7, l’ultima, si è chiusa con ascolti di 3.290.000 spettatori.
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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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