Ex machina, o della ribellione della donna oggetto

Alex Garland debutta alla regia con un film che seppure incastonato nella fantascienza oraexmachina2di moda del rapporto uomo/macchina (sia al cinema che in tv, Her da un lato, Extant e Humans dall’altro) cercando di indagare i rapporti umani – in particolare uomo/donna – in una società sempre più standardizzata nelle risposte e interazioni e chiusa (tutti nella loro cameretta) e nella perdita di un dialogo, si rivela anche un saggio sulla maschilità della rete, sulla misoginia dietro i bite, sulla distorsione del rapporto tra i sessi prodotta da un universo della rappresentazione costruito intorno a sogni, desideri, stilemi maschili. 

In Ex Machina, Caleb è un giovane programmatore di una società che vince una settimanaexmachina4 nella tenuta isolata e immersa nel verde dell’amministratore delegato. Lì scoprirà di essere stato chiamato a testare col test di Turing un robot Eva per verificare se si può parlare di intelligenza artificiale. Il robot è stato creato dal suo capo Nathan un uomo energetico, vitale e incline all’alcol. Caleb finirà per provare dei sentimenti per Eva, così come lei sembra provarli per lui. Le cose non andranno come Caleb si aspettava.

Non sveleremo il finale del racconto, che Garland costruisce con precisione e semplicità e uso quasi smodato di un simbolismo didattico, fin dai nomi (Caleb, il fedele servitore di Dio, che altri non sarebbe che Nathan, l’inventore di una forma di vita artificiale).exmachina5
I personaggi sono imprigionati in una scatola dei giochi kubrickiana che diventa sempre più soffocante (la cameretta in cui i nerd sono rinchiusi a guardare uno schermo interagendo con gli altri a distanza), la società per cui lavora Caleb ha costruito un potente motore di ricerca col quale ha accesso a tutti i dati, le espressioni, le conoscenze delle persone (ogni riferimento a google e puramente casuale <ironia>) che poi sono convogliati dentro il robot per farlo interagire in modo sorprendentemente umano

Garland ci racconta un mondo reale/virtuale (e quindi sempre più reale) in cui tutto ruotaexmachina3 intorno al maschio, la donna è letteralmente oggetto, di uso e consumo per l’uomo, un automa pronto a soddisfarlo (Nathan ha provveduto a dotare Eva di apposita fessura che dà piacere se opportunamente stimolata). I due uomini, Caleb e Nathan bevono insieme, si rilassano come due maschi senza femmine, replicando quegli stilemi della complicità maschile (birre e chiacchiere sulle donne) che risulta però presto mera riproduzione di come dovrebbe essere nella vita vera, essendo entrambi gli uomini invero solipsisti e incapaci davvero di interagire con l’altro. E scopriremo che Nathan ha altre donne nell’armadio…

Ma attenzione, se Eva è stata creata da Nathan carina secondo le aspettative di Caleb (che scopriremo non essere stato scelto per caso), aspettative costruite basandosi sull’attento monitoraggio delle scelte di Caleb – un po’ come fanno google e facebook, lo scopo di Nathan è anche vedere come reagisce Eva, se ha imparato a manipolare, mentire, come farebbe una persona vera, per ottenere quel che vuole. exmachina1
Questa fantascienza che ci parla delle patologie del mondo tecnologico e social di oggi – un mondo misogino, sessista, maschile, in cui l’oggettivizzazione della donna, la falsa rappresentazione che se ne fanno i giovani tecno-maschi attraverso l’osservazione via cam, ha reso complicati i rapporti tra i sessi, carichi di tensione, delusioni, insoddisfazioni, aspettative deluse, rabbia pronta ad esplodere.
E l’oggetto femminile, così misterioso e affascinante per l’uomo, quando diviene soggetto rischia di essere letale se uscito dal box di stereotipi e di aspettative illusorie in cui il maschio lo ha imprigionato. Finisce che la donna si libera dei bite, dei circuiti integrati, stacca il collegamento col cavetto della realtà virtuale nella quale rimane prigioniero il maschio. 

Annunci

Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
Questa voce è stata pubblicata in cinema 2015, maschi e femmine, media e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

3 risposte a Ex machina, o della ribellione della donna oggetto

  1. Renato Turini ha detto:

    finalmente qualcuno che ha capito questo film…bravo!

  2. Alessia ha detto:

    interessante chiave di lettura! Anche a me ha colpito molto, ne ho scritto qui http://firstimpressions86.blogspot.it/2015/08/ex-machina.html

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...