Mad Max fury road, o dell’importanza del montaggio

Ho finalmente visto Mad Max fury road del veterano (e autore dei precedenti capitoli della serie) George Miller e mi sono divertito tantissimo.
Il film ha una prima parte così esagitata che se ti distrai mentre palpi la tipa che hai trascinato al cinema contro la sua volontà rischi di perdere il filo. Meno male che non c’è un filo da perdere.fury1
Il regista monta da dio, e le macchine sono stupende ed esplodono che è una meraviglia e scatta il fomento. E ci sono le fighe e una è anche incinta che fa più sesso.
Nicholas Hoult che voi non conoscete perché non avete visto Skins e A Single man, è stato imbruttito ma rimane un figo assurdo che ti faresti sul tetto di una macchina sfrecciante a mille sul deserto.
Il tizio che suona la chitarra è a tratti ridicolo o tenero come il tamburino sardo che suona durante la battaglia, solo che è rock e i redattori di Rolling Stone si svenano.
L’acqua per tutti suona un po’ populista.
Miller ha diretto anche Le streghe di Eastwick e la filosofia sottesa è la stessa (la donna che si ribella al dominio del maschio dipinta e rappresentata in una estetica maschile).
Avremo dunque una società matriarcale? Purtroppo no, i maschi e il loro immaginario cinematografico domineranno ancora le sale della terra.

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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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5 risposte a Mad Max fury road, o dell’importanza del montaggio

  1. Paolo ha detto:

    una donna fisicamente bella (e non per questo vittima dello “sguardo maschile”) potrà ben ribellarsi al dominio maschile. Per inciso: la presenza di fighi e/o fighe non rende un film maschilista

    • Souffle ha detto:

      Una donna fisicamente bella non può, DEVE ribellarsi al dominio maschile (ma stiamo parlando del film o della società della comunicazione o del fare cinema? di cosa?).
      Ma anche una donna fisicamente brutta deve ribellarsi al dominio maschile (che non c’entra nulla col maschilismo).
      Torno un attimo serio. Hai notato che tra le “fighe” sull’auto l’unica ad avere i capelli corti/rasati era la leader? Questo in omaggio a un immaginario maschile che vuole la donna leader “mascolinizzata” (vedi anche Alien).
      Il mio non voleva essere un giudizio di valore ma una constatazione di fatto.
      Chiaramente il regista è un uomo e il suo è un immaginario maschile. Siccome da più parti si è parlato di film “femminista” mi permettevo tra le righe di contestare questa definizione assurda sopratutto dal punto di vista cinematografico. Forse dal lato della storia “le donne si ribellano ad essere sottomesse al maschio” può essere, dal punto di vista etico ed estetico ci troviamo in un territorio che scatena il fomento maschile.
      Ribadisco, “maschile” non c’entra nulla con maschilista. 🙂

      • Paolo ha detto:

        sono d’accordo che maschile non vuol dire maschilista
        non sono sicuro che il dominio maschile non sia maschilista.
        non credo che dipingere una donna leader con la testa rasata centri qualcosa nè col dominio maschile nè con l’immaginario maschile: non tutti i personaggi femminili “strong” scritti da uomini hanno un aspetto mascolino.
        Mad Max non sarà un film femminista (queste etichette ideologiche lasciano sempre il tempo che trovano in effetti) ma è “anti-maschilista” come Buffy o i romanzi fantasy di George R.R. Martin

      • Souffle ha detto:

        Verissimo, non tutti i personaggi femminili strong hanno un aspetto mascolino ma nei blockbuster dove lavori per stereotipi succede spesso, probabilmente perché è una cosa che piace ai maschi (alla maggioranza dei maschi) o si pensa piaccia.
        Anche “anti-maschilista” è una etichetta. XD
        In effetti potremmo dire che sia anti-maschilista ma, a mio modesto avviso (che non è la scienza esatta) il modo in cui è “anti-maschilista” è maschile, cioè riproduce la modalità di raccontare dominante nel cinema mainstream (anche perché il regista è un uomo). Non è un giudizio di valore è un dato di fatto.

      • Paolo ha detto:

        che sia un “dato di fatto” non sarei tanto d’accordo (presuppone che ci sia una differenza di base tra il modo di raccontare maschile e quello femminile io invece credo che la diversità tra uomini e donne stia altrove, io credo che Mad Max con quei personaggi avrebbe potuto essere ideato anche da una donna e no quella donna non avrebbe “introiettato l’immaginario maschile”). poi per me alla fine conta che i personaggi siano scritti bene e plausibili

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