Mr. Robot, o dell’hacker in cerca di contatto umano

Come un virus una serie tv piuttosto particolare si è insinuata prima nei canali americani di video on demand per poi approdare sul canale USA Network forte del successo conquistato.mrrobot1

Mr. Robot (prima stagione 10 episodi, rinnovata) creata da Sam Esmail non è una serie sugli hacker come le altre sotto molti aspetti e di alcuni di questi vorrei parlarvi ricordandovi che di seguito ci saranno alcuni SPOILER per cui se non l’avete vista e avete intenzione di vederla non proseguite nella lettura.

Elliot Anderson è un ragazzo che lavora in una società di sicurezza informatica (AllSafe), è unmrrobot5 dipendente da droghe, soffre di disturbi mentali e ha una completa diffidenza verso gli esseri umani.

Verrà coinvolto (o è stato lui a provocarlo?) in un micidiale attacco informatico da parte della fsociety – misterioso gruppo di hacker che non solo farà crashare la società per cui lavora ma anche l’intero mondo finanziario, compresa la E Corp. – che lui chiama Evil Corp., metafora delle società finanziarie che speculano sulla pelle delle persone.

Elliot vive in un mondo essenzialmente maschile come quello dell’informatica (e,mrrobot7 aggiungiamo anche quello degli affari) ma tutti i maschi con è a contatto sono personaggi orrendi, e l’unico con cui ha una sorta di interazione affettiva è il suo capo che però è gay.

Il nostro Elliot interagisce meglio con le donne, amica, sorella, ragazza di cui è innamorato, terapeuta, tutte personaggi in qualche modo positivi.

In realtà Elliot fa molta fatica a interagire con chiunque. Questo stato di alienazione non è mrrobot4dato solo dall’alterazione provocata dalla droga o dalla schizofrenia di cui soffre, ma anche dal fatto che Elliot hackera tutte le persone con cui ha a che fare, dalle donne che intende frequentare, alla sua psicoanalista, agli uomini con cui interagisce o che ritiene un pericolo. Sapendo tutto di tutti, scoperchiando quei segreti che molti nascondono – anche innocenti – e che consentono il cosiddetto “con-vivere civile”, Elliot non riesce a davvero mai a entrare in contatto, che mai gli possono dire gli altri se lui li conosce meglio di se stessi? E qualora anche parlassero, come potrebbe Elliot reggere le loro piccole/grandi menzogne?

Una scena ce lo mostra chiaramente, direi quasi didatticamente. Elliot tenta di hackeraremrrobot8 se stesso ma non trova nulla su di lui in rete, niente di niente. “È come se non esistessi”. È la punta più profonda della solitudine di un personaggio in disperata ricerca di un contatto umano in un mondo plug/unplug, dove o sei connesso o non sei cioè non esisti.
Sembra quasi il lato oscuro della entusiastica profezia di Negroponte lanciata a metà anni ’90 sul futuro dell’uomo e dei computer, essere digitali o non essere.

“Real? You wanna talk about reality? We haven’t lived in anything remotely close to it since the turn of the century.” Così Elliot tramite suo padre (cioè se stesso considerata la schizofrenia) sigilla questo nuovo secolo dettando la cifra del nostro vivere presente. Elliot uomo cibernetico è un essere umano totalmente disconnesso e per questo in-visibile, nella società della condivisione totale della illusione di realtà. 

Così come gli altri mescolano l’esistenza digitale con quella reale (ma davvero quella digitale è meno reale?), Elliot colora la (sua) realtà con i deliri allucinatori, parla con se stesso, si interroga, si giudica, si ammonisce, parla agli altri senza aprire bocca, in una epifania lancinante di (im)possibilità di comunicazione.

Mr. Robot è l’analisi spietata di una società, di esseri umani che preferiscono interagire amrrobot3 distanza, in cui social è ci vediamo in cam piuttosto che dal vivo, in cui non si parla ma si mandano messaggi (o, evoluzione: messaggi vocali perché scrivere stanca), una società che fagocita gli slogan e i movimenti di liberazione e antipolitici per gettarli nel marshmallow globale in cui tutto si uniforma e banalizza. Davvero le corporation che manipolano i dati e sui dati campano sono peggio dei movimenti di protesta che paiono muoversi con dinamiche simili e vivono in quanto sono nel grande calderone della comunicazione digitale?

La figura paterna nel cui negozio di informatica Elliot è cresciuto negli anni ’80 ritorna nei suoi viaggi fuori/dentro la realtà come motore-giustificazione del tutto. Un padre assente che ritorna presente ma solo nelle visioni distopiche di Elliot.

Ulteriore elemento straniante è il nome, Elliot Anderson è quasi un archetipo di maschio waspmrrobot6, solo che qui è interpretato da un attore di origini greche ed egiziane, il che crea ulteriori letture, desideri di decrittatura che si insinuano dentro lo spettatore sempre più preso, catturato dai codici della serie.

Ed è qui che sta forse il principale motore di interesse di Mr. Robot. Nel catapultarci in un mondo cibernetico in cui il vero tesoro sono i dati e il denaro ad essi collegato, in cui le persone vivono come rappresentanti di se stessi nel mondo della riproduzione digitale, Mr. Robot ci regala un protagonista fatto di carne e non di pixel di una umanità e fragilità che commuovono.

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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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