Il Dottor Solomon e io #3

Mi chiamo Pascal e sono uno scienziato, dirigo un Dipartimento all’università e nel mio lavoro sono ordinato, razionale e preciso. La mia vita personale è caotica, disordinata e depressa dopo alcune vicende affettive. Sto affrontando con scetticismo, volontà e curiosità un viaggio per capire come uscirne. Mi aiuta l’analista più improbabile che potessi trovare.

(Gli altri episodi sono qui : uno, due, quattro cinque sei, sette, otto, nove)

La sottile e perentoria voce del Dottor Solomon mi invita ad entrare. I primi tempi mi straniva questo contrasto tra una voce decisa ma pacata al limite del femmineo e un corpo imponente, ora mi ci sono abituato è divenuta familiare e non ci rinuncerei come non rinuncerei al divano di tessuto grigio su cui mi siedo una volta alla settimana. Inizio anche a trovare confortante la parte del divano più morbida quella in cui il Dottor Solomon ha tentato sempre di farmi sprofondare.
Mi sento bene, sono tornato da 8 giorni di vacanza a Parigi dove avevo un ricco programma di mostre da vedere, mi sento riposato; non mi ha pesato saltare una seduta, il Dottor Solomon mi ha proibito di pensare a lui in questo periodo, penso di esserci riuscito.

Varcata la soglia dello studio mi trovo di fronte ad uno spettacolo incredibile. Il Dottor Solomon, perfettamente vestito, sta facendo degli strani movimenti col corpo.

– Faccia un po’ di stretching con me Pascal, le fa bene.
Sono paralizzato dallo stupore, sbalordimento che aumenta quando scorgo una menorahmenorah di plastica fosforescente sul ripiano accanto alla finestra. Mi sto domandando come mai il Dottor Solomon tenga una cosa di così pessimo gusto nel suo studio quando sento ancora la sua voce.

– Mens sana in corpore sano, come ripete sempre il mio fruttivendolo. Lei Pascal è così occupato con la sua mente che tiene in allenamento costantemente che si scorda del suo corpo. Anche lui pretende un po’ di esercizio. In fondo che sarebbe la sua mente senza un corpo che la custodisce?

Mi siedo sul divano vicino al bracciolo, tento di sorreggerlo col palmo della mano, come se ne avesse bisogno, anche se so benissimo che chi ha bisogno di aggrapparsi a qualcosa in questo momento sono io. Troppe cose fuori dall’ordinario, quella brutta menorah che mi fissa, il Dottor Solomon che non sembra accorgersi del mio disagio anche se so che non è così, e continua, continua a muoversi in quel modo buffo e goffo insieme anche se riconosco una certa impensabile agilità in un uomo di quella mole.
Guardo per terra cercando di seguire con gli occhi la trama del magnifico tappeto persiano che ricopre un pezzo dello studio del Dottor Solomon. Ho bisogno di certezze, di linearità, di precisione.
Il Dottor Solomon finisce quegli strani movimenti del corpo che chiama esercizi e si siede nella poltrona abbastanza grande da contenerlo. Poi parla.

– Come è andata la sua vacanza Pascal?
– Dottore, è stata una bella distrazione, grazie per il consiglio sulla meta, è servito a ricaricarmi.
– Le vacanze sono belle…
Il dottor Solomon fa una breve pausa mentre si volta leggermente a guardare la menorah fosforescente sul ripiano accanto alla finestra. Sorride in modo impercettibile, non così impercettibile dal non farmene accorgere. Ancora una volta mi ha fatto sentire in imbarazzo, non ho ancora capito perché lo faccia. Poi prosegue.
– Ma poi c’è la vita, lei è pronto per la vita?
– Beh, penso di essere pronto a ricominciare. I fantasmi del passato paiono svanire.
– I fantasmi non svaniscono Pascal, sono sempre lì, ed è giusto che ci siano. Quel che lei deve fare è capire che da adesso deve parlare con loro usando parole nuove, e sarete tutti contenti.
– E ora mi permetta di soddisfare la sua insaziabile curiosità raccontandole la storia incredibile di quella menorah fosforescente, sono sicuro che le sarà straordinariamente utile. 
Ma prima prenda un orsetto di gomma.

Ne prendo uno verde e uno arancio, due colori che mi piacciono e che sanno stare bene assieme.

(La prima parte la trovi qui, la seconda parte qui).

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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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