Il Dottor Solomon e io #7

Mi chiamo Pascal e sono uno scienziato, dirigo un Dipartimento all’università e nel mio lavoro sono ordinato, razionale e preciso. La mia vita personale è caotica, disordinata e depressa dopo alcune vicende affettive. Sto affrontando con scetticismo, volontà e curiosità un viaggio per capire come uscirne. Mi aiuta l’analista più improbabile che potessi trovare.

(Gli episodi precedenti sono qui : uno, due, trequattro cinque sei, otto, nove)

Sono seduto sul divano del grande studio del Dottor Solomon al terzo piano del palazzo in stile liberty dove l’immenso terapeuta esercita la sua professione.

I miei occhi osservano una piccola sfera trasparente che tengo ferma con l’indice e il pollice. Non ho paura di ingoiarla, sono semplicemente scettico sui suoi effetti, per questo sto esitando e la guardo come potesse darmi le risposte che cerco, rassicurarmi in qualche modo. Davvero questa piccola sfera trasparente potrà farmi dimenticare Fran e qualsiasi cosa che me la ricordi, i suoi capelli immancabilmente biondi, il suo morbido seno, i suoi fianchi leggeri, i suoi occhi onesti e il suo sorriso timido e la musica che mi ha fatto conoscere, e i libri che mi ha regalato, e i film e il cibo cucinato assieme?.

C’è questo film di cui non ricordo il nome in cui i protagonisti dopo la fine di una storia d’amore decidono di farsi cancellare tutti i ricordi della persona un tempo amata, cosi facendo però rischiano di eliminare anche quelli belli non solo quelli brutti. Ne vale la pena? 
E sopratutto: un momento, aspettate un momento, io sono un uomo di scienza, come posso credere che esista una pillola per cancellare i ricordi?

Uno schiocco di dita. 
– Pascal! Pascal! riesce a sentire la mia voce?

La voce del Dottor Solomon! Mi piace sia quando è dolce e avvolgente sia quando assume un tono di severo rimprovero, fermo giudizio.
Sono decisamente sveglio. Mi rendo conto ora di non essere seduto ma sdraiato, non ho nessuna pillola tra le dita. Mi metto a sedere.
Il Dottor Solomon parla.
– Caro Pascal la pillola che teneva tra le dita è una metafora naturalmente.

Stavo per chiedermi come diavolo avesse fatto a capire che tenevo una pillola tra le dita poi mi sono ricordato di avere smesso di farmi queste domande molte sedute fa. Il Dottor Solomon quasi anticipandomi, ha fermato qualsiasi cosa avessi in mente di fare sollevando il palmo della sua grande mano.

– Pascal, i ricordi, sia quelli che consideriamo belli sia quelli che cataloghiamo come brutti, in realtà, potrà sembrarle strano e forse cinico, sono neutri; sta a noi associarli ai sentimenti giusti. Un bel ricordo associato al rimpianto non farà che renderlo più amaro, un brutto ricordo avvicinato alla rabbia e al dolore risulta di poco aiuto per crescere e migliorare.

La verità di quelle parole mi schiaccia il cuore e gli occhi mi si bagnano.
Il mio sguardo velato si posa sul Dottor Solomon che sta facendo quelle piccole smorfie che fa a volte quando cerca di trovare la posizione più comoda nell’unica poltrona dello studio in cui riesce davvero a stare comodo. Mi hanno sempre fatto sorridere quelle smorfie e sono sicuro che l’enorme terapeuta lo sa bene.

– Non accettando di prendere quella pillola, Pascal, lei ha deciso di affrontare un viaggio, che le assicuro sarà difficile ma anche molto piacevole. Il viaggio consiste nel tenersi tutti i ricordi di Fran, sia quelli belli che quelli brutti, ma di associarli solo a sentimenti che le possano fare bene. Questi ricordi fanno e faranno sempre parte di lei Pascal, anzi sono lei. Li viva, li assorba, li elabori nel modo più giusto per lei, che è solo quello che la fa stare bene e la fa avanzare sulla strada che ha deciso di prendere quando è venuto da me. E stia tranquillo, non è solo nel suo cammino, io le starò accanto. 

Il Dottor Solomon è riuscito a calmarmi ancora infondendomi fiducia ed energia. Lui si è preso una piccola pausa, come sempre gli accade quando parla tanto. Ora è pronto a parlare di nuovo.

– Non possiamo partire per il viaggio senza un po’ di generi di conforto. Si dice che con un po’ di zucchero la pillola va giù, ma dato che siamo d’accordo che lei quella pillola non la prenderà, non serve lo zucchero. Ecco, tenga un orsetto di gomma sugar free, mi hanno detto che non sono male, ma lascio a lei giudicare.

E dire che prima di venire dal Dottor Solomon non ne avevo mai assaggiato uno, ora non ne posso fare a meno, anche se li mangio solo quando sono qui. Cerco l’orsetto verde, ho bisogno di quello ora. E sono pronto per il viaggio. 

(Gli episodi precedenti: uno, due, trequattro cinque sei)

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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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