Steve Jobs, quando lo sceneggiatore fa fuori il regista

Chi arriva a vedere Steve Jobs di Danny Boyle dopo avere letto l’omonima, potente e monumentale biografia (l’unica “autorizzata) scritta da Walter Isaacson potrebbe rimanere deluso dalla scelta fatta dallo sceneggiatore Aaron Sorkin di “usare” il libro per coglierne solo alcuni spunti funzionali al suo scopo.
Noi che sposiamo da sempre l’idea che il cinema abbia il dovere di tradire la letteratura (tanto più quando si tratta di saggistica) siamo contenti.

Nel raccontare la storia di un uomo che è una parabola (della controcultura sociale edjobs2 economica degli anni ’70 rispetto al modo di fare business fino ad allora) (1), Sorkin decide – forse non poteva essere diversamente – di concentrare la sua tragedia in tre atti sulla presentazione dei prodotti: dal Macintosh 512k della ascesa, passando per il Next (l’avventura fuori dalla Apple, il fallimento, la caduta) e chiudendo l’ultimo atto del dramma con il ritorno da trionfatore con l’iMac, primo di una nuova serie di successi.

Le presentazioni ovviamente non le vedremo, a Sorkin non interessa l’ovvio, l’andare in scena, ma la sua preparazione, la meticolosa costruzione del copione scritto per vendere sogni e desideri non ancora percepiti come tali dal pubblico (e in The Newsroom non è la fase di “produzione” dell’appuntamento informativo il cuore del prodotto?).jobs1

Wozniak:  Io ho scritto il codice, tu non sai appendere un chiodo al muro. Tu che hai fatto?
Jobs: Io ho diretto l’orchestra. 

Jobs, il bellissimo contenitore, nei tre atti si scontra con il contenuto, il backstage mostra quel che il pubblico di consumatori non vede, il paradosso del comunicatore a suo agio col comunicare il materiale (le meraviglie tecnologiche che presenta) e in difficoltà col comunicare l’immateriale (i suo sentimenti, l’amore, l’affetto, l’amicizia) messo a confronto coi suoi guardiani di soglia: la figlia all’inizio non riconosciuta, l’assistente sempre fedele, il socio e sodale Wozniak, il Ceo di Apple che chiamato dal sovrano lo farà poi fuori. Nello scontrarsi il contenitore, comprende, atto dopo atto, anche la necessità del contenuto.

Wozniak: Sarà un fallimento e io sono qui per starti vicino perché è quello che fanno gli amici. Io sono qui perché questo bel cubo (il Next, NdR) che non fa nulla sarà il più grande fallimento nella storia dei computer.
Jobs: dimmi qualcosa che non so.

Nel suo viaggio dentro il suo passato e il suo futuro il nostro eroe capirà che non esiste 1 ojobs3 0, acceso o spento, ma che contenitore e contenuto (freddezza della macchina e calore umano) si potranno combinare assieme. 
Quel meraviglioso cubo nero si riempirà di sostanza (e allora non sarà più un insuccesso).

Il film rimane prigioniero dello sceneggiatore (le lunghe riprese di gente che cammina mentre parla in stile The West Wing) Danny Boyle asseconda forse fin troppo l’impianto da messa da camera allestito da Sorkin, il saggio su verità e menzogna, realtà e sogni, essere e apparire, la vendita di un nulla bello e costoso, il mondo che (ri)conosce chi vende il contenuto e non chi lo scrive.

(1) In quegli stessi anni un giovane regista, George Lucas cambiava per sempre le regoel del cinema industriale con l’uso massiccio e formidabile delle licenze e facendo del  merchandising elemento fondamentale della produzione e costruzione di un film.

Annunci

Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
Questa voce è stata pubblicata in cinema 2016, le cose migliori, politics, scrittura e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...