Sully, o di Eastwood che fa semplicemente il suo lavoro

Un buon film è 50% una buona storia, 40% un cast azzeccato e a te come regista rimane il 10% per rovinare tutto.

Ho parafrasato un poco la frase detta più volte da Clint Eastwood e che esprime il suo modo vecchia Hollywood di fare cinema: puntare su una storia forte e un cast che funzioni.

In Sully, ultima regia del nostro, la storia c’è. Il comandante Chesley “Sully” sully1Sullenberger nel 2009 riesce miracolosamente a fare atterrare un aereo di linea con 155 persone a bordo sul fiume Hudson dopo avere perso i entrambi i motori subito dopo il decollo per colpa di uno stormo di oche. 

La storia di un uomo che ha semplicemente “fatto il suo lavoro”, un americano straight che rispetta ma diffida delle istituzioni, che segue il suo istinto e l’esperienza rispetto alle righe del regolamento. Situazioni eccezionali necessitano di risposte eccezionali. Non c’erano altri modi di fare atterrare quell’aereo, solo uno, quello giusto.

Il cast c’è. Eastwood si assicura il nipote di James Stewart, quel Tom Hanks che sa portare il pubblico al cinema e che in questo film fa un lavoro recitativo di sottrazione davvero notevole.

Ma c’è anche la regia di un uomo che sa quello che vuole esattamente come il sully2comandante Sully, che non ha paura di girare tutto il film in IMAX, perché la tecnologia non è nemica di un buon script e che ancora una volta, in modo diretto senza bisognod i alzare la voce di una spettacolarità e di una enfasi che non gli appartengono ci ribadisce la sua idea di cinema.

La simulazione di un computer non sostituirà mai il “fattore umano”. Gli effetti speciali non sostituiranno mai gli attori e una pessima sceneggiatura non è salvata dalla computer grafica. Non tutti sono d’accordo ma questo nonno del cinema io credo abbia molte ragioni.

Sono rimasti in pochi i registi mainstream a credere in una buona storia e nel lavorare per avere un buon cast. Quando spariranno anche loro se ne andrà un pezzo del cinema industriale americano.

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Informazioni su Souffle

Amante del cinema, delle serie tv e della cucina adora la comunicazione e la scrittura (degli altri). Nel tempo libero fa un lavoro completamente diverso.
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